S. Siro tra Sanremo e Villaregia

Sanremo, Chiesa di San Siro

Sanremo, Chiesa di San Siro

E’ credibile che l’agro di Sanremo e Taggia fosse giunto al vescovado di Genova in tempi antichi e che in tal zona si siano favoriti insediamenti eremitici dal IV secolo.
I Bizantini, circa 200 anni dopo, forse, ufficializzarono un dato di fatto, come donazione all’episcopato genovese, a loro favorevole: molti territori costieri e vecchi fondi abbandonati furono assegnati dal fisco imperiale alla Chiesa di Genova.
Alcuni studiosi individuano nel Capo Don, sito di Riva Ligure, un relitto toponomastico del donum dei Bizantini all’Ecclesia genovese nella II metà del VI secolo.

La donazione fu celata sotto la leggenda del vescovo genovese S. Siro cui l’ufficiale GALLIONE avrebbe donato poderi nei territori matuziani e di Taggia per avergli liberata una figlia dal demonio.
Nella leggenda si elenca la “curtem que Tabia nuncupatur… positam iuxta fumen Tabia”.
Non è da escludere che il fisco imperiale abbia riconosciuto altri beni al vescovado genovese tra cui una proprietà rustica fra Terzorio e Cipressa detta di S. Siro giunta probabilmente ai Benedettini, prima delle donazioni feudali, attraverso l’evoluzione del monachesimo cittadino.
La donazione di Gallione è certo una leggenda, ma può celare una verità di fondo. Secondo il documento, nei terreni vicini al Tavia, presso il mare, sarebbe esistita una cappella del Beato Pietro.
Sarebbe da verificare – come suggerì Aldo Sarchi – se il battistero paleocristiano qui identificato appartenesse a tale edificio religioso, quale sia stata l’influenza di Lerino su questo complesso cultuale e se la vasca battesimale sia oggi la traccia più eclatante della matrice paleocristiana donde si evolsero le chiese di S. Pietro Apostolo di Castellaro e S. Maurizio di Riva Ligure.

Riva Ligure (IM), Chiesa di S. Maurizio

Riva Ligure (IM), Chiesa di S. Maurizio

Ai monaci di Lerino, nel Ponente ligure (anche se i dati più certi li possediamo per l’area di Taggia e S. Stefano) si affiancarono nel VII sec. i BENEDETTINI di PEDONA.
Da una piccola base, dedicata ai SS. FAUSTINO e GIOVITA presso il paesino di AIGOVO, scesero appunto a Tabia (Taggia) dopo le presumibili devastazioni longobarde. E’ arduo dire come trovarono Costa Beleni, il circondario e la sede “lerinese”. Il Boeri sostiene che trovarono una popolazione provata e procedettero ad immediati restauri.

da Cultura-Barocca

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Da Bordighera (IM), Liguria
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